Recensione - Un altro istante così, Ornella De Luca

by - luglio 21, 2020


Buon pomeriggio readers! Torno oggi per parlarvi del romanzo di Ornella De Luca "Un altro istante così", un romance con tinte gialle e qualche sorpresa. Venite con me a leggere l'avventura di Marion e Tucker sulla Route 66!





Titolo: Un altro istante così
Autore: Ornella De Luca 
Serie: Autoconclusivo
Genere: Romantic suspence
Data di uscita: 15 Giugno 2020
Casa editrice: Self Publishing

"Fermati.
Scatta una foto.
Ricorda per sempre."

Per Marion vivere in Pennsylvania è la cosa più terribile del mondo.
Non sa che disprezzare di più, se il piccolo villaggio Amish dov’è cresciuta o i ragazzi Amish che la corteggiano. O, più probabilmente, il semplice fatto di essere nata Amish.
Niente ha il potere di sconvolgere le sue giornate noiose e ripetitive, e di destarla dai sogni a occhi aperti su un futuro diverso, magari sotto il sole di Los Angeles, finché non trova un mucchio di vestiti abbandonati in un fosso.
Per Tucker svegliarsi nudo e senza memoria delle ultime ventiquattr’ore non è la cosa più terribile del mondo.
Gli capita spesso di bere fino a smarrire il senso della realtà, ma non gli era mai successo di aprire gli occhi dentro una fattoria ottocentesca, in mezzo a una mandria di vacche arrabbiate.
Ricorda solo di essere partito dalla California per cercare una persona e finalmente trovare risposta all’interrogativo che lo tormenta da più di due anni, ma prima deve ritrovare la sua moto e, ah sì, anche i vestiti.

Una corsa verso la libertà lungo la Route 66, al ritmo dei cuori di Marion e Tucker, tra bugie e segreti sepolti nel passato, e un’attrazione inaspettata tutta al presente.
Che mistero si cela nella memoria di una vecchia reflex? E cos’ha a che fare con i tramonti della Città degli Angeli e uno spettacolo teatrale maledetto?


Marion è una giovane ragazza Amish, cresciuta ovviamente nelle regole del suo villaggio in Pennsylvania. La vita della sua società le sta da sempre "stretta" e il suo desiderio di scappare è vivo ogni istante della sua giornata, ma non per frivolezza, ma perchè sogna di poter studiare, sogna Los Angeles, sogna dietro quella reflex trovata per caso. Per questo quando incontra Tucker capisce che lui è la chiave della sua libertà. E tra una corsa in moto, Alfred, il piccolo agnello a cui è legata, paure e un mistero da sciogliere, in Marion nasce un nuovo sentimento, un amore puro come la sua anima che le insegnerà a combattere e ad avere fiducia in sè stessa e nelle sue capacità.
Il trucco sta nel non smettere mai di mescolare, e di farlo sempre a buon ritmo per il tempo che occorre, altrimenti quei due se ne vanno ognuno per i fatti propri, che sia per sempre o solo per un istante. Ma che istante è stato. Tanto bello da volerne un altro. Solo un altro così.
Tucker è un ex pugile professionista che ha abbandonato i ring legali dopo una tragedia che l'ha segnato. Ed è proprio per cercare una spiegazione a ciò che è successo che si ritrova in Pennsylvania. Quello che non sa è come sia finito però nudo e addormentato in un fienile. Ma non ha tempo da perdere, ha segreti da scoprire e non può fare da babystter a quella contadinella in fase di ribellione. Lui sta bene nel suo silenzio, nel buio, come un lupo solitario e l'allegria innocente di Marion, lo infastidisce e allo stesso tempo lo attira dandogli serenità. Ora deve solo far pace col passato e guardare al futuro
«Non voglio niente più di questo, Tucker, nulla più che un’istantanea. Come con la reflex, no? Un’immagine che valga la pena ricordare e immortalare per sempre. Un momento che vivi e poi, quando finisce, pensi: “Wow, vorrei un altro istante così. Solo un altro istante così”».
La storia di Marion e Tucker è una di quelle storie che riescono ad emozionare grazie alla simpatia che si prova per i protagonisti. Chi esce vittoriosa nello scontro "miglior personaggio" è Marion. La immaginiamo ingenua, ci fa tenerezza come una bambina, sorridiamo delle sue chiacchiere e scuotiamo la testa ridendo dei suoi ragionamenti. Ma poi riusciamo a vedere la sua crescita, la voglia di libertà che si trasforma in consapevolezza delle proprie capacità, in risolutezza, caparbietà e responsabilità. Anche il sentimento che prova per Tucker si modifica, trasformandosi da prima cotta a qualcosa di più profondo e legato all'anima.
Di Tucker ne conosciamo molti: bad boys, tatuati, scontrosi, sarcastici ma in fondo gentili e dolci. Lui convive col senso di colpa, e questo lo porta ad allontanare chi potrebbe salvarlo, semplicemente perché non si sente all'altezza.
La loro storia è proprio come quel viaggio sulla Route 66, per arrivare alla meta bisogna percorrere molta strada, bisogna conoscere bene i percorsi migliori e superare le difficoltà improvvise. 

Il romanzo nasconde un velato thriller che non disturba, tutt'altro, ti tiene incollato alle pagine chiedendoti chi è il vero cattivo, perché tutti i personaggi secondari incontrati si ritroveranno alla fine in una ragnatela ben scritta dal un destino crudele.

Il linguaggio è scorrevole, anche se personalmente avrei evitato alcune espressioni dialettali, e rende la lettura  leggera e divertente.
Senza pretese, l'autrice ci fa sospirare con quei baci a fior di labbra e una sensualità pudica e casta.


Alla prossima lettura,



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