Recensione - Più forte di ogni addio, di Enrico Galiano

by - ottobre 28, 2019


Buongiorno lettori, e buon lunedì! Oggi torno con la recensione di un libro che non posso che consigliare. Una storia profonda, forse un pò triste ma che non mancherà di farvi sorridere. Si tratta dell'ultimo capolavoro di Enrico Galiano, "Più forte di ogni addio", edito Garzanti.


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Titolo: Più forte di ogni addio
Autore: Enrico Galiano
Genere: Narrativa 
Casa Editrice: Garzanti 
Data di uscita: 18 aprile 2019



TRAMA 


 Se hai voglia di dire qualcosa a qualcuno, fallo. Ora.

«È che ogni giorno che passa mi rendo conto che praticamente tutti avrebbero bisogno di coraggio. Glielo vedi negli occhi che hanno un progetto che non hanno ancora trovato il coraggio di realizzare, un ragazzo con cui non hanno trovato la forza di provarci o, come me, qualcosa da andare a dire a qualcuno, e che non ci sono mai riusciti.»

 
È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando.
Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l’uno nell’altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l’abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l’ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l’istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell’essere due ragazzi pieni di sogni.


Sapete cosa è successo? E' successo che come ogni anno è arrivata la seconda settmana di settembre, e Pordenone si è tinta di giallo, per festeggiare  uno deglli eventi più importanti della citta. Pordenonelegge, nella sua 20esima edizione, ha visto anche quest'anno come ospite Enrico Galiano. Il professore del web, che ci fa divertire su ScuolaZoo.
L'autore di un libro che non può non piacere. Perché "Più forte di ogni addio" è una storia che riesce ad arrivare nel profondo del cuore. Ed è quella storia che avrei tanto voluto saper scrivere io. Arriva dove altra non sanno arrivare, lascia quello che altre non sanno lasciare: la voglia di vivere ogni giorno urlando sì, buttandosi a capofitto, con il rischio di cadere, ma senza paura di fallire.



Ecco, quello che provavo per Nina non sapevo cos’era, ma so che cosa non era: qualcosa che finiva. Poteva anche finire, ma non sarebbe mai finito. Mai per davvero.

Michele ha tredici anni, un sogno in tasca diventato realtà che alle 22 e 36 del 13 febbraio 2012 diventa polvere di stelle. Futura promessa dell'Udinese, non riesce nemmeno a godere di quell'attimo che un brutto incidente stradale gli fa perdere la vista. I colori non sono più niente, il sole non da più fastidio, quello in cui vive è uno stato di nebbia perenne. E' sempre novembre negli occhi di Michele, che cerca di farsi forza per non sentirsi un "non". Lui vuole essere un .

Sua madre è per lui un colonna portante, così come Carlo, il suo migliore amico che due volte su tre si dimentica che è cieco. E che continua a mandare al suo amico delle fotografie sulla chat di Whatsapp. E questo mi ha fatto davvero piacere: l'ho visto come un gesto genuino, un rapporto che non vede differenze. Carlo è il primo a non ritenere Michele un "non". Insieme ne combinano di tutti i colori, e sono molte le volte in cui Michele è costretto a tirarlo fuori dai guai.
Il profumo arriva alle sue narici una mattina di dicembre quando salito sulla carrozza del treno si imbatte in Nina Florenzi. "... la ragazza più bella che le mie mani abbiano mai visto. E anche la più stronza, a essere rigorosi e precisi."

Nina ha diciassette anni, orfana di padre - che sente sempre con lei, grazie alla catenina che porta al collo -  e una madre che le sta troppo addosso. 
Da sempre ragazza orchidea, desiderosa di diventare soffione (non vi dirò niente, sarà Nina a spiegarvi cosa di nasconde dietro questo significato), scopre il valore di una grande amicizia quando il destino le mette davanti Michele. Quel Michele. Passa un mese prima che i due riescano a parlarsi, ma poi, giorno dopo giorno e domanda dopo domanda, la sfera dell'amicizia si crepa, per ingrandirsi e diventare qualcosa di più. Inizialmente segreto e furtivo, il loro amore avrà il tempo contato, soprattutto quando vecchie verità vengono a galla.

Ho avuto la grandissima fortuna di andare alla conferenza dove il Prof. Galiano presentava questo libro. Ciò che mi ha spinto a leggerlo immediatamente sono stati i versi che lui ha citato mentre con la musica immersa nel buio, ci raccontava di Michele e Nina. Di come sia importante dire sempre quello che si prova, senza avere paura di fallire, di cadere, di fare brutte figure. Michele non ha niente da perdere, il destino gli ha già tolto il senso che gli permette di dare un colore alle cose, di vedere la ragazza di cui si sta innamorando dritto negli occhi e percepire tutte le sfumature di quell'affetto. Nina scatena in lui la voglia di farsi avanti, di vivere l'amore adolescenziale che merita, di sentirsi un sì, e non un non. 


«No! Nella vita tutto quel che ti serve è una manciata di secondi in cui mandi a fanculo le tue paure idiote e ti butti! Carichi quella tua canzone su YouTube, lo scrivi quel racconto, spedisci quella mail al lavoro dei tuoi sogni e, soprattutto, vai dalla persona che ti piace e le dici qualcosa, qualsiasi cosa, perché l’amore è sicuramente importante ma se nessuno dei due fa il primo passo l’amore non arriva, e un amore che non arriva è un treno spento: ti ci puoi sedere dentro, fantasticarci su quanto vuoi, ma non ti porta da nessuna parte.»


A mettersi tra loro un'amara verità, una forte tradimento. Una bugia rimasta nascosta per troppo tempo. 
Quello che trabocca dalle pagina di questo libro è la forza dell'amore, che parte come forma embrionale per esplodere, come un Big Bang. Ma non è tutto. Enrico Galiano ci mostra come non esista disabilità che riesca a renderci "non". Michele, soprattutto, è portavoce dei sì, quelli urlati con forza. 
Questa storia mi è entrata dentro, non riuscivo a smetterne di parlarne, anche se non ci sono parole abbastanza per spiegare quanto mi è piaciuta. Ai protagonisti mi sono subito affezionata: a Michele in primis, ma anche Nina non scherza con il fardello che si porta dietro. 
Con la speranza che anche a voi scatentino la voglia di tuffarvi in questa storia, vi lascio gli estratti - o parte di essi - letti dall'autore alla manifestazione.


«L’amore è questo che dovrebbe farti, fare quello che Van Gogh fa con i girasoli: tu sei lì, non sei niente di speciale, anzi hai anche un sacco di lati che il resto del mondo vede e pensa siano stupidi, pazzi, brutti o insignificanti, e poi improvvisamente arrivi davanti a qualcuno matto abbastanza da guardarti e vederci dentro tutta la cazzo di bellezza che c’è nel mondo.»


Come fai a spiegare il sapore del cibo che cambia, sapore che si svuota di sapore, come fai? Come fai a spiegare la sete che diventi, non è che hai sete di lei, tu diventi sete, come fai? Come fai a spiegare le canzoni, quelle stronze di canzoni che improvvisamente sono tutte autobiografiche, tutte le hai scritte tu e tutte parlano di lei, come fai?


E voi? Riuscireste a descrivere il rosso, a qualcuno che non ha mai visto nulla se non buio? Sapreste che parole usare? Ci potreste provare, magari iniziando a elencare tutte le cose rosse che conoscete: le fragole, il sugo di pomodoro, il sangue, la lava dei vulcani, le ciliegie... Ma poi?
Ecco, lo stesso ti succede quando sei innamorato e stai parlando a qualcuno che non è mai stato davvero innamorato, o che non lo è da troppo tempo. Lì è come cercare di descrivere il rosso a qualcuno che non ha mai visto i colori, la luce, niente. 


Leggetelo. Questo è il migliore consiglio che io vi possa dare.  


Sandy

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